Cappella di San Giacomo Maggiore



Cappella di San Giacomo Maggiore (apostolo) di Borgo


San Giacomo
facciata


San Giacomo
affresco


La cappella sorge su una piccola piazza, interna all’abitato di Borgo, dalla quale si diparte un tratto dell’antica strada comunale che attraversa tutto il paese e si ricongiunge alla nuova strada provinciale a monte dell’abitato. In questa piazza è quindi possibile osservare l’edificio inserito in un contesto simile a quello nel quale venne costruito, eccetto naturalmente le differenze relative alle ristrutturazioni delle case che, tuttavia, sono state eseguite tenendo conto dei caratteri delle costruzioni preesistenti; inoltre, da una fotografia d’epoca si nota come al posto dell’attuale fontana vi fosse il forno del paese.

Sullo spigolo sud-ovest dell’edificio vi è un piccolo campanile. Questo campanile fu lesionato dalla valanga caduta sull’abitato nel 1885, ove si registrarono quattro vittime, venne prontamente riparato dagli abitanti del Borgo.

Le prime notizie trovate risalgono alla relazione di visita pastorale del 1730, che descrive la chiesetta come "fornicatam et dealbatam" con elenco degli arredi contenuti ed informazioni riguardo alle solennità celebrate; un cancello di ferro chiude l’ingresso. Nella relazione parrocchiale del 1750 essa è elencata, con il nome di "S. Giacomo Maggiore" tra le cappelle della Parrocchia di Groscavallo. Nella relazione di v.p. del 1752, con lo stesso nome, è descritta nel suo aspetto e negli arredi: sappiamo così che si presenta tutta in muratura, con una volta ed intonacata, chiusa da una porta di legno. Nel piccolo campanile c’è una campana di 40 libbre.
Nel 1758 da documenti si ha notizia di una fattura per l’indoratura del tabernacolo ed in tale data sono anche sostituiti la "fresta (bosco mastro) al coperto e dei travetti", si ricopre la cappella con 1 tesa e mezza di lose. Nel 1764 si acquistano dei banchi per lire 12, e poi un contraltare dipinto per lire 20.
Nel 1769 viene rilevato il precario stato di conservazione del quadro del santo titolare, e ne viene ordinato il restauro, inoltre viene intimato di intonacare le pareti esterne. Infatti nel 1776 vi è la spesa per un quadro dell’altare del pittore Ignazio Nipote per lire 100, il telaio e la cornice costruita da Giuseppe Girardi per lire 15 e spesa per l’indoratore Domenico Colline per lire 23.
Nella relazione di v.p. del 1784 c’è una particolareggiata descrizione di questo sacello, "valde decens" cioè molto ben tenuto, voltato ed intonacato con pavimento "ex bitume"; la cura di questo luogo sacro spetta agli abitanti locali, ed è retto da un priore che viene eletto una volta all’anno ed amministra i redditi annui della cappella.
Nel 1800 si registra l’acquisto di un contraltare per lire 34 e di una pianeta per lire 45; nessuna notizia diversa da quelle già note, viene data nella relazione di v.p. del 1843.
Nel 1858 è registrata la spesa per restauro cappella e "dato il bianco".

San Giacomo
pala d'altare


San Giacomo
pala d'altare