Santuario di Nostra Signora di Loreto



Santuario di Nostra Signora di Loreto (Forno Alpi Graie - Groscavallo)

Santuario di Forno
Santuario di Forno


Santuario di Forno
Santuario di Forno


Per raggiungere il bianco santuario incorniciato dai boschi, bisogna salire 444 gradini o percorrere la non meno ripida strada pedonale che si incrocia di tanto in tanto con la scalinata, ma la fatica è pienamente giustificata dalla bellezza del complesso religioso.
Il santuario di trova a Forno Alpi Graie, frazione di Groscavallo, a 1340 metri di quota e la vicenda che si racconta sulla sua origine ha un forte legame con il Rocciamelone, la montagna salita da Rotario d’'Asti gi√† nel 1358.
Era l’'anno 1629 quando Pietro Garino si rec√≤ con altri due compagni in pellegrinaggio alla vetta del Rocciamelone; nei pressi della piccola cappella che custodiva l'’icona della Madonna trov√≤ due quadretti che raffiguravano la Vergine di Loreto e san Carlo Borromeo, gli agenti atmosferici avevano un po’ logorato i quadri e il Garino pens√≤ di portarli a valle e restaurarli per poi riportarli sul Rocciamelone l’'anno successivo. L'’uomo era originario della frazione Forno ma abitava a Torino dove lavorava e affid√≤ i quadri a un bravo pittore. Giunse il 1630 e ormai ovunque imperversava la peste, il Garino che si era rifugiato a Forno si rec√≤ un giorno a prendere i quadri che aveva lasciato a Torino e in attesa di riportarli sulla vetta li deposit√≤ in un cassettone. Era settembre e il Garino per tre notti di fila, venerd√¨, sabato e domenica, aveva avvertito una voce che lo chiamava ma non era riuscito a capire... luned√¨ si rec√≤ a raccogliere foglie nel vallone di Sea, non lontano da dove sorge il Santuario, e con grande stupore scorse i due quadretti sulla punta di un albero, si inginocchi√≤ e da buon credente inizi√≤ a pregare; il suo stupore sal√¨ alle stelle quando sopra un sasso vide apparire la Vergine Maria tra due donne. La Madonna lo raccomand√≤ di comunicare al parroco di chiedere ai fedeli di essere pi√Ļ timorati di Dio, solo in quel modo lei avrebbe potuto ottenere la cessazione della peste, detto questo lo bened√¨ e scomparve. La notizia si sparse, ma inutile dire come il parroco pretendesse qualcosa in pi√Ļ per credere, allora decise di celebrare la messa dove c'’era stata l’'apparizione e disse al Garino di portare i quadretti. Il Garino quel mattino prese la chiave e apr√¨ il cassettone ma i quadri erano nuovamente scomparsi, corse subito ad avvisare il parroco ma nel frattempo tra i paesani si era creato un gran fermento e qualcuno aveva visto i due quadri sulla rocca dell’'apparizione, allora la gente sal√¨ in processione per onorare la Madonna. Il giorno dopo il Garino rilasci√≤ una dichiarazione di tutti gli eventi davanti a 22 testimoni di Groscavallo e al notaio di Monastero che stese l’'atto pubblico; di questo documento se ne sono conservate le due copie, una nell'archivio parrocchiale di Groscavallo e una nell'archivio arcivescovile di Torino . L'anno successivo Pietro Garino fece edificare sul luogo una piccola cappella per conservare i quadri che si trovano ancora oggi al santuario, in un apposito reliquiario. La cappella ricevette la benedizione nel 1632.
I pellegrini erano tanti e la piccola cappella inadeguata ad accoglierli tutti. Nel 1750 vengono iniziati i lavori per un primo ampliamento, viene costruita la casa del cappellano (ancor oggi visibile all'estremità nord del terrapieno, in fronte alla facciata del Santuario); nella relazione di visita pastorale del 1752 è segnalato il campanile come separato dall'edificio, come già riportato in quella del 1730. I lavori subiscono un'interruzione e riprendono nel 1757. La relazione di v.p. del 1769 segnala ancora lavori in corso. Nel 1758 vengono eseguiti i lavori sulla facciata, come scritto sulla stessa ancor oggi: " ERETTA / 1758/ RESTAURATA / 1873 "
La relazione di v.p. del 1843 regista il completamento dei lavori, descrivendo l'attuale aspetto del santuario. Dalla descrizione fatta in questo documento possiamo inoltre sapere che l'attuale altare in legno e avorio è già presente.
Sul piccolo campanile presente a metà dell'edificio sulla parete est è presente la data 1852, ma non si è a conoscenza della data di smantellamento della torre campanaria preesistente.

Nel 1750 venne iniziata la mostra permanente che √® allestita in un locale all'’esterno della chiesa. I pi√Ļ antichi risalgono alla fine del Settecento, i soggetti sono di ogni genere e la Madonna viene raffigurata principalmente come la Vergine di Loreto ma anche come Ausiliatrice, Addolorata o come la Consolata di Torino.


Santuario di Forno
l'arrivo al Santuario


Santuario di Forno
targa


Santuario di Forno
casa del cappellano


Santuario di Forno
interno